Credere

Credere in Cristo oggi è possibile e auspicabile, è un atto di libertà , di libera adesione a un percorso di vita, che può avvenire più facilmente dopo aver vagliato con cura tutte le opzioni alla luce della ragione e aver ripercorso la storia approfondendo i fatti e valutandoli nel loro contesto epocale.

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Chi non crede in Dio, non è che non crede a nulla, crede a tutto !" (G.K. Chesterton).

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domenica, 07 maggio 2006

RELATIVISMI

Un' opera di Escher

Le origini del relativismo oggi imperante risalgono qui in occidente allo scetticismo libertino e al successivo illuminismo, si pensi a Voltaire che ambienta i suoi romanzi in Oriente ottenendo spesso due risultati: evitare l’attacco diretto alla religione cristiana e far capire come in altri luoghi siano sacre e intoccabili altre credenze, magari del tutto opposte a quelle ritenute sacre in occidente. Da allora tutti gli "uomini di mondo" hanno praticato questa forma di relativismo e ora che questa categoria di persone non è più un gruppetto di privilegiati, ma forse la maggioranza della gente, questo tipo di relativismo è diventato un luogo comune e allo stesso tempo è stato incorporato nel pensiero dominante e politicamente corretto che è appunto un’ideologia fatta di molti luoghi comuni.

Per questa ideologia - dal momento che altrove credono altre cose diverse da quelle che si credono qui - la verità non esiste e comunque nessuno può dire quale essa sia, quindi, in pratica, non c’è ed è vano cercarla. E’ ovvio che a questo punto la verità può essere sostituita con la "comodità", ossia con l’affermare e far valere quello che più ci piace e ci fa comodo a seconda dei momenti e delle situazioni, alla fine sarà la forza o l’astuzia a prevalere nel mondo relativista e l’individualismo sarà il nuovo ultimo credo.

Per avere mano libera su campi sempre più estesi il trionfo dell’individualismo egoistico dovrà prima abbattere tutte le credenze fallaci utilizzando i mezzi più efficaci a questo scopo, mezzi che sono sia dialettici, tipo il culto del dubbio assoluto, che tecnici, quali i vari media e metodi di indottrinamento e lavaggio del cervello mediatico.

Più forte e radicata la credenza più dovrà essere attaccata con veemenza, oppure con costanza e astuzia, anche se in pratica il vero ostacolo per il relativista praticante si riduce al solo cristianesimo, dal momento che egli è quasi sempre e solo un occidentale rispettoso delle fedi non cristiane -alle quali è necessariamente grato-, quanto timoroso delle loro reazioni, non certo altrettanto, per così dire, relativiste.

C’è però un relativismo al quale è allergico il nostro relativista "a una dimensione" e questo è il "relativismo storico", ossia l’inquadramento delle vicende storiche nel loro contesto, per l’appunto, relativo. E’ allergico a questo tipo di relativismo perché i padri illuministi di questo astuto relativismo hanno da subito denigrato gli uomini e i costumi dei secoli precedenti, bollandoli come "oscuri" e hanno pronunciato contro di essi un’inappellabile sentenza di condanna che è stata accolta in gran parte dalle generazioni successive anche grazie all’indottrinamento cui sono state ripetutamente sottoposte. In pratica il moderno relativista, erede di questa tradizione autodefinitasi "illuminata", è relativista solo sinché gli fa comodo, a dimostrazione che non c’è una coerenza e un vero asservimento alla ragione nella sua ideologia, ma semmai un semplice asservimento al proprio ego ipertrofico.

Il moderno relativista è infatti pronto a mostrare comprensione e stima per tutte le culture tranne che per la propria, quella occidentale e cristiana - e già qui cade in contraddizione - ma dove svela la strumentalità della sua ideologia è nel rifiutare sdegnosamente di mettersi nei panni degli uomini (e in particolar modo dei credenti), che hanno vissuto nei secoli passati, le cui azioni sono condannate senza appello da quest’uomo che pensa di essere assiso alla fine della storia e al culmine dell’evoluzione.

Immagino che in futuro il relativista attuale sarà oggetto di studio e penso proprio che i posteri non saranno molto teneri nel giudicarlo e con tutta probabilità ne prenderanno garbatamente in giro le idee e le incoerenze; potrebbe essere proprio questa la giusta ricompensa per questo modo irragionevole di pensare e per l’arroganza unita alla meschinità che caratterizza la nostra epoca qui in occidente. 

postato da: muggeridge alle ore 14:42 | link | commenti (27)
categorie: media, relativismo
domenica, 09 aprile 2006

SPIRITO DI VERITA'

Sono venuti per fare gli auguri di Pasqua perché non la passeranno qui ma al paese di origine e stanno per partire, il giornale è aperto sulla notizia della assoluzione di Dan Brown ( l’autore del più fortunato romanzo anticattolico della Storia, il "Codice da Vinci") da parte dei giudici britannici e lei scoppia in un esclamazione entusiasta: "Avete visto che l’hanno assolto perché hanno riconosciuto che quello che è scritto è vero quindi non è un plagio; che bello adesso potremo vedere anche il film che esce il mese prossimo e che rischiava di essere bloccato !" e aggiunge "lui scrive troppo bene, ho letto tutti i suoi gialli !" e il marito rafforza questi giudizi aggiungendo apprezzamenti per lo scrittore anticattolico, poi aggiunge "Avete sentito che adesso hanno scoperto un nuovo Vangelo che dice che non è stato Giuda a tradire Gesù ? Ogni anno trovano qualcosa di nuovo" (si riferiva alla notizia altrettanto fresca della pubblicazione della traduzione integrale del cosiddetto Vangelo di Giuda conosciuto da decenni, ma non dal grande pubblico)
Questi sopra sono solo degli esempi del comune argomentare su questioni che coinvolgono direttamente la Chiesa e il suo bimillenario magistero così come sono recepite dalla gente normale, che per queste informazioni si trova in completa balìa dei grandi media, che oltre che imprecisi sono spesso intenzionalmente fuorvianti su tali argomenti, avendo per obiettivo principale la diffamazione della Chiesa e delle organizzazioni cattoliche come, nel caso del "Codice da Vinci", l’Opus Dei, descritta in tale romanzo come una specie di associazione a delinquere di stampo mafioso.
Certo, lottare contro questo mare di informazioni diffamanti mosse dai più grandi centri di potere è quasi come battersi contro i mulini a vento, perché questi media sono per tutti "I Media" per antonomasia,  ossia, quei mezzi d'informazione che si sono guardati bene dal dare abbastanza spazio ai diffamati portando avanti sempre il discorso dei diffamatori ed ora sono pronti a rilanciare il tutto con l’uscita del tanto atteso film.
E allora va a capire quale fonte di informazione ha potuto mettere in testa a queste persone semplici che Dan Brown sia stato assolto perché ha narrato fatti storici e quindi "veritieri", quando la sentenza di assoluzione ha riconosciuto a questo mediocre giallista solo il fatto di non aver copiato il romanzo "Il Santo Graal " sino al punto di infrangere le norme vigenti. Probabilmente è la stessa fonte a cui essi si abbeverano e che mette un vangelo apocrifo e tardivo sullo stesso piano dei Vangeli canonici che sono stati scritti quasi "in diretta" rispetto ai fatti narrati, in modo da far credere che la Chiesa abbia scelto la storia per lei più "conveniente" per farla diventare quella ufficiale e che quindi il suo insegnamento non sia valido. Notare che questo vangelo copto è stato scoperto più di trent’anni fa e se ne conoscono da allora tutti i contenuti, è stato solo autenticato, tradotto e presentato, ma non apporta nessuna novità a quel che già da tempo si conosceva. E’ il solito vecchio modo di fare di tradizione ideologica ben nota, che prova da secoli a spiantare la Chiesa e ci riprova sempre, senza sapere che chi si mette contro lo Spirito, che è anche spirito di verità, non ha così facilmente partita vinta, come dimostra la mia storia personale, ossia la storia di uno che, come queste persone semplici, abboccava credendo a tutte queste infami versioni anticattoliche, sino a quando, chissà come e chissà perché, ha voluto ascoltare anche la voce degli "accusati" e ha potuto così essere veramente libero di capire e alla fine di scegliere.
Chi sente una sola campana infatti non è libero di scegliere e di farsi una propria opinione, è schiavo dei pregiudizi e manipolato da chi lo vuole condurre ad avversare il cristianesimo. Per fortuna lo Spirito di verità e di giustizia sa soffiare più forte per scompigliare i piani del suo avversario.
PS: come abbonato al Timone, apprendo che questa rivista di apologetica diffonderà  un documento (25.000 copie sono già state inviate a tutte le parrocchie italiane, che assommano appunto a tale numero) che svela tutte le menzogne del "Codice da Vinci"; lo farà proprio nel prossimo mese di maggio in cui uscirà l’omonimo film. Ogni abbonato (siamo più di 12 mila) potrà poi ricevere un minimo di 50 copie da distribuire ad amici e conoscenti. Così farò pure io visto che conosco decine di persone che hanno "abboccato" a quest’odiosa operazione anticattolica e che devono essere messe almeno nelle condizioni di poter sapere dove sta la verità e quindi di essere veramente liberi, almeno di scegliere con chi stare (con i diffamati o con i diffamatori).
postato da: muggeridge alle ore 19:26 | link | commenti (5)
categorie: media, dan brown, anticattolicesimo
domenica, 02 aprile 2006

POVERO ASSASSINO

Alessandro Serenelli l'assassino di Santa Maria Goretti prega davanti all'immagine della Santa

La vicenda del piccolo Tommaso sta sconvolgendo tutti in queste ore, ed è difficile non sentire pietà per le vittime, il piccolo e i suoi genitori, certamente più per questi ultimi che per la vittima innocente, perché, non solo hanno sofferto per dei sospetti infondati, ma sono destinati a soffrire ancora a causa di questa assurda tragedia.
Personalmente però trovo la più grande pena pensando a chi ha commesso il crimine, una persona sicuramente ignorante e stolta, oltre che priva di sensibilità e soprattutto di dignità. Infatti è stato capace di mentire spudoratamente quando è stato intervistato in televisione e ha recitato la parte dell’indignato per l’accaduto, della persona sensibile e corretta facendo appelli perché venisse riconsegnato il bimbo che invece aveva ammazzato egli stesso.
E’ difficile pensare a un male peggiore di questo rapire, uccidere, mentire pubblicamente simulando innocenza e buoni sentimenti e prendendo in giro tutti senza ritegno mentre si resta impassibili. E’ un comportamento che sarebbe ingiusto definire da animali, perché questi almeno non hanno la coscienza e la possibilità di decidere tra il bene e il male, tra il giusto e l’ingiusto (e pur non avendola non sono soliti uccidere se non per difendersi e cibarsi).
Insomma il peggio del peggio, il male assoluto che assume la faccia comune e poco espressiva di un manovale di provincia, che sa ripetere decentemente bene le belle frasi e i begli appelli che la TV fa circolare ripetutamente in queste occasioni.
Ebbene, questa persona, che molti in queste ore vorrebbero punire nelle maniere più efferate, mi fa personalmente una gran pena, perché non esiste in questo momento qualcuno peggiore di lui per tutta l’opinione pubblica; è diventato l’ultimo degli uomini, il peggiore, il reietto, l’irrecuperabile (e quindi anche eliminabile secondo molti).
Quest’ uomo, che nei suoi appelli faceva riferimento alla "faccia", ossia alla dignità, non ha più neanche quella, ha perso tutto e forse si sta rendendo conto solo ora di quanto è profondo l’abisso morale, ma anche sociale, civile in cui è precipitato.
A questo proposito viene in mente l’assassino di Santa Maria Goretti, che un libro anticattolico di G.B. Guerri, aveva appunto definto "povero" sia per le sue condizioni materiali che per quelle morali. Sì, "povero assassino", quest’uomo, perché finito tra coloro che la società rifiuta e che vorrebbe eliminare anche fisicamente, se non fosse rispettosa di quel "non uccidere" giudaico-cristiano che, per fortuna, è divenuto anche un valore delle democrazie cosiddette avanzate, come si definisce la nostra.
Ma è anche per questo tipo impresentabile di "ultimi" che è venuto il Cristo, non certo per arrivare a facili perdoni in tempi rapidi, ma per riportarli a essere uomini da quelle "belve" che sono diventati. Così accadde per l’assassino di santa Maria Goretti, che pentitosi del male fattole e convertitosi alcuni anni dopo, poté infine assistere di persona, da uomo libero, alla canonizzazione della giovane martire in Piazza S. Pietro. A dimostrazione che il Cristo salva anche coloro di cui la società vuole disfarsi e che li ama anche quando tutti li odiano. Ora che le forze dell’ordine hanno smesso di inseguire le tracce dei colpevoli, avendoli individuati, Qualcun altro ha iniziato a inseguire le tracce di quel poco che resta dei loro cuori, per cercare di farli riemergere da quell'abisso in cui si sono andati a cacciare.
 
 
postato da: muggeridge alle ore 12:25 | link | commenti (2)
categorie: religione, conversione, tommaso, santa goretti
domenica, 26 marzo 2006

PACE E SANTITA'

Anche se Madre Teresa, non ha convertito direttamente Muggeridge, resta grandioso il suo riferimento all’aborto come a una guerra cruenta al momento della consegna del premio Nobel, di fronte a una paltea di "benpensanti" del politicamente coretto che tutto si sarebbero aspettati di sentire tranne questo devasatante ma giustissimo paragone.
Era il 1979 e ricevendo il più importante riconoscimento per chi ha operato per la pace, disse precisamente: " Penso che il più grande distruttore della pace sia oggi l’aborto, perché è una guerra diretta, è uccidere apertamente, è un vero e proprio omicidio commesso dalla stessa madre". Non poteva essere più positivamente sovversiva e devasatante davanti a quella platea e al mondo intero, che forse pensavano di aver in pugno la beata con questo premio che di solito non viene dato ai religiosi e ancora meno a quelli cattolici, ( considerati depercabili " papisti" per quel mondo protestante che assegna questi premi). Ma la santità prevede anche il saper usare della mitezza e del coraggio insieme e nei momenti giusti, altrimenti la mitezza sarebbe solo semplice codardia.
Questo episodio, ben noto, si collega direttamente con quello, probabilmente passato inosservato ai più, verificatosi ai funerali di Madre Teresa, dove appunto campeggiava anche un cartello che in inglese diceva "Vaticano o no, una santa è una santa". Probabilmente chi lo aveva esposto intendeva fare un elogio alla beata albanese e anche, in qualche modo, dare una piccola soddisfazione ai cattolici con un riconoscimento a una figlia della Chiesa. Ma tradiva invece il solito abusato e meschino pregiudizio coltivato a lungo nel mondo contro il mostruoso e "diabolico" Vaticano, la Santa Sede sentina di tutti i mali secondo la vulgata prima protestante e poi giacobina, liberale, radicale e marxista degli ultimi secoli.
Chi ha scritto quella frase non capiva che sputava sulla pianta che portava quello stesso frutto che apprezzava, una pianta che frutti del genere li produce sin da quando era un arbusto, frutti che non potrebbero venire a maturità senza la linfa vitale che scorre vigorosa all’interno della Chiesa. Insomma decisamente un’uscita inopportuna e di cattivo gusto che anziché onorare la beata, al contrario la attaccava nella scelta fondamentale della sua vita dedicata agli altri che è stata quella adesione piena e assoluta sino alla morte alla Chiesa che Nostro Signore ha voluto istituire come punto di riferimento irrinunciabile per tutti i suoi più credibili imitatori che percorrono in passato, come oggi le vie della santità.
postato da: muggeridge alle ore 20:15 | link | commenti (5)
categorie: pace, aborto, cattolici
domenica, 05 marzo 2006

MALCOLM

Malcolm Muggeridge

"E’ stata la ferma posizione della Chiesa Cattolica contro la contraccezione e l’aborto che alla fine mi fece decidere di diventare cattolico…La posizione della Chiesa Cattolica è assolutamente corretta. Va a suo eterno onore essersi opposta alla contraccezione, anche se la sua opposizione non ha avuto successo. Io penso che in futuro si  dirà che si è trattato di uno tentativo molto coraggioso per evitare un disastro morale".

Malcolm Muggeridge fu il noto giornalista della BBC e scrittore che "scoprì" e fece scoprire al grande pubblico nei tardi anni ’60 Madre Teresa di Calcutta, quando non era ancora cattolico. Quando molto tempo dopo lo divenne, si pensò che a convertirlo fosse stato il contatto privilegiato con la beata suora albanese. Invece lui stesso dichiarò infine che fu la posizione, peraltro solitaria, di Paolo VI con la criticatissima enciclica "Humanae Vitae". Il papa si oppose alla decisione della commissione che a maggioranza aveva già detto sì all’utilizzo dei contraccettivi per la regolazione delle nascite all’interno delle famiglie. L’impopolare posizione del pontefice portò almeno a questa illustre conversione; e a chissà quante altre, meno conosciute.

postato da: muggeridge alle ore 20:36 | link | commenti (2)
categorie: storia, papa, aborto, matrimonio, conversione, anticoncezionali
sabato, 25 febbraio 2006

IL SANTO ANTI-RELATIVISTA

"E' di per sé evidente che esiste la verità; perché chi nega esistere la verità ammette che esiste una verità; infatti se la verità non esiste sarà vero che la verità non esiste. Ma se vi è qualcosa di vero, bisogna che esista la verità."

(San Tommaso d'Aquino, Summa theologica I, q. 2, a. 1)

In altre parole i vecchi e i nuovi relativisti sono da sempre in contraddizione con se stessi. Ma del resto sappiamo che negano la verità per imporre la loro verità, quindi sono "lupi travestiti da agnelli", non a caso il Signore ci ha messo in guardia contro di essi.

 

postato da: muggeridge alle ore 12:32 | link | commenti (9)
categorie: storia, filosofia, relativismo, vangelo
venerdì, 10 febbraio 2006

IL "SANTO" ATEO

Auguste Comte (1798-1857) il fondatore del positivismo che propose un calendario dove al posto dei santi si dovevano venerare gli scienziati.
 
Si “celebra” in questi giorni qui a Milano il “Darwin Day”, una serie di eventi (la manifestazione è distribuita su quattro giorni) che propagandano la “sana e corretta” teoria evoluzionista, quella che dovrebbe, secondo l’intenzione dei promotori dell’iniziativa (che sono quelli dell’Unione Atei e Agnostici) scacciare definitivamente Dio dall’orizzonte umano. Impresa che sa appunto di ‘800, ma che pare tornata di moda dopo le fallimentari ubriacature ideologiche del secolo scorso, che hanno visto il naufragio politico, storico e sociale dei regimi atei e paganeggianti. In altre parole ci si aggrappa alla scienza per esorcizzare un Dio che non si decide a voler morire, come avevano profetizzato certi pessimi maestri, sempre ottocenteschi.
Quando per la prima volta sentii parlare di “Darwin Day” si celebrava di certo un anniversario legato alla nascita o alla morte del grande naturalista inglese, mi pareva quindi un’iniziativa doverosa per un simile colosso della scienza. Presto però capii che tutto era strumentalizzato a livello ideologico e infine seppi che proprio l’associazione ufficiale del atei aveva organizzato il tutto importando la formula dagli USA, dove però si combatte una dura battaglia contro i cosiddetti “creazionisti” e la cosa è forse più giustificata che qui da noi.
Ieri ho letto la presentazione delle iniziative sul Corriere di Milano con i soliti interventi “in gloria” dei vari evoluzionisti e sedicenti “liberi pensatori” (tipo Giorello, che vede “creazionisti” dappertutto, anche qui). Le solite frasi che mostrano l’abituale visione superficiale della storia, dell’uomo e della religione. Del resto al “Darwin Day” sono severamente banditi gli interventi di critica all’ortodossia neo-darvinista, non c’è pericolo di ascoltare un relatore come Fiorenzo Facchini o Giuseppe Sermonti, questi sono già stati squalificati in partenza con frizzi e lazzi sistemi ben conosciuti nei peggiori regimi totalitari (ma non c’è da stupirsi di questo visto che il tutto è organizzato dagli atei;  è un film già visto, neanche molto tempo fa, per esempio nell’Est europeo). Così il tutto ricorda vagamente il famigerato “museo dell’ateismo” di staliniana memoria. L’operazione è con tutta evidenza di tipo ideologico, perché, passati centenari e anniversari vari, insistere col “Darwin Day” significa fare di questo grande scienziato un “santo” laico con relativo appuntamento annuale nel calendario. E’, in altri termini, la revisione aggiornata di quel culto della “Dea Ragione” caro a giacobini e positivisti del diciannovesimo secolo. La religione cara a quell’Auguste Comte che voleva appunto che nel calendario fossero messi i grandi scienziati al posto dei santi per educare l’umanità e indirizzarla verso le “magnifiche sorti e progressive” che poi tutti hanno visto realizzarsi nella prima parte del ‘900 sotto forma di mostruosi incubi di violenza e totalitarismo inumano.
In questo caso però tutto si tiene, infatti, benché Charles Darwin abbia concluso la sua opera maggiore con un inno al Creatore, nel 1937, col recupero delle sue carte personali, si è potuto sapere che questi era in realtà ateo e che era un grande ammiratore proprio di Comte.
Naturalmente questi fatti non intaccano l’opera grandiosa dello scienziato, comportando solo un giudizio morale negativo su una tale ipocrisia, forse dovuta alle difficoltà a far accettare al vasto pubblico la sua opera così rivoluzionaria per quei tempi. Al naturalista inglese non si può certo rimproverare il fatto che queste sue teorie abbiano ispirato i peggiori regimi e le più sanguinarie ideologie del secolo seguente, perché, benché “santificato” dai nostri atei, certamente non poteva prevedere un tale destino per le idee che aveva messo in moto. Non hanno invece alcuna scusante quelli che sono venuti dopo queste tragedie e che celebrano queste ricorrenze nel tentativo di propagandare questo tipo di culto della personalità che ha ben poco a che vedere con la scienza.
In particolare una simile manifestazione in cui è bandito il dissenso, anche minimo, non dovrebbe essere esaltata dagli organi di stampa sedicenti liberali e vedere la partecipazione di pensatori che si autodefiniscono “liberi” , senza esserlo davvero. Anche se tutti questi sono segni molto utili per il credente informato che può così a sua volta informare quei credenti che ancora non hanno capito quali strumentalizzazioni della scienza vengono messe in atto per portare avanti certe mortifere ideologie su cui la storia ha peraltro già emesso un severo giudizio negativo.
 
 
 
domenica, 29 gennaio 2006

"IMPAR CONDICIO"

Sabato scorso qualche decina di migliaia di donne hanno manifestato a Milano in piazza Duomo in difesa della legge 194, detta anche volgarmente "legge sull’aborto" (in realtà è intitolata "in difesa della maternità", per tragica ironia).
Venivano da tutta Italia portate con treni speciali e autobus grazie alla rodata organizzazione del sindacato che ormai si è specializzato nel far comparire in ogni piazza d’Italia folle significative "a comando".
Erano perlopiù donne non giovani, ma comunque vecchie nel loro linguaggio e negli slogan che erano gli stessi di trent’anni fa . Sembrava che il tempo non fosse passato e forse molte di loro erano inconsciamente alla ricerca di questo "revival".
Mi ha colpito molto la frase di una di loro che si indignava ricordando che ai tempi "eroici" del referendum i volontari del "Movimento per la vita" si presentavano alle discussioni coi feti in formalina ("cose da matti").
In effetti da allora è moralmente vietato far vedere cosa veramente è un aborto, ossia un omicidio, tanto che nessuno si sogna di mostrare le immagini raccapriccianti di quei piccoli corpi del tutto formati fatti a pezzi e sanguinanti.
Il solo ricordare queste cose, come sto facendo io ora, è per il "politically correct" dei nuovi benpensanti alquanto disdicevole.
Non è invece disdicevole che dopo aver provveduto a far fuori piccoli esseri umani si pensi ora a porre termine alle loro vite da vecchi andando avanti col programma, nonostante il breve stop rappresentato dall’ultimo referendum, che prevede appunto come punto successivo sulla "via della libertà e del progresso" di normare la "dolce morte", l’eutanasia.
Così già il lunedì seguente a quella manifestazione, il dott. Viale, vero volontario del fronte "pro-morte", era in un istituto superiore a mostrare a degli studenti un documentario sull’eutanasia, mentre, per recuperare il tempo perduto sulle nazioni più "progredite", i soliti radicali e gli avanzi degli avanzi di quello che fu il partito socialista proponevano una legge sull’eutanasia che riguardasse anche i minori.
Naturalmente fare le stesse cose nelle scuole a favore della vita è severamente vietato oltre che, come detto, moralmente disdicevole sin da quegli "eroici" tempi cui faceva riferimento la manifestante abortista.
Impossibile quindi attuare una legge, la 194 appunto, che prevedeva di tutelare la maternità anche con la presenza di volontari per la vita nei consultori. Assistiamo così a un tradimento della democrazia attuato grazie alla "disinformazia" e all’autoritaria egemonia culturale dei benpensanti di estrazione liberale e marxista. Sì perché la legge per la tutela della maternità fu approvata dal un parlamento a maggioranza democristiana nel 1978 e fu sottoposta a referendum abrogativo nel 1981. Il referendum non passo perché i "sì" furono allora solo un terzo, ma pochi ricordano che venne ancor più clamorosamente bocciata la proposta radicale che mirava a una legge molto meno restrittiva in materia.
Incredibilmente e antidemocraticamente la prassi della 194 ha stravolto la legge originale per portarla sempre più ad assomigliare alla proposta radicale bocciata dal 90% dei votanti.
Ora è troppo tardi per porre rimedio a questa prassi ed è diventato troppo facile gridare all’attentato alla 194 quando se ne richiede la piena attuazione. Così ci dobbiamo beccare questa "impar condicio", anche se finché avremo ancora un filo di voce grideremo allo scandalo di questa cultura egemone della morte, che vede come una minaccia ogni minimo tentativo di salvare una vita umana.
Ricordo che una frase molto azzeccata che ha lanciato un grande film come "Schindler’s list " diceva: "Chi salva una vita, salva il mondo" ebbene è sempre vera, anche quando si tratta di esserini minuscoli o di vecchietti decrepiti o di larve umane di tutte le età, senza distinzione di sesso, razza o religione.
 
Non pubblichiamo, per ovvi motivi, nessuna foto per questo pezzo del resto con internet è facilissimo finire nell’orrore che denuncia questo blog, basta digitare le parole giuste sulla sezione "Immagini" di un qualsiasi motore di ricerca.
 
postato da: muggeridge alle ore 16:24 | link | commenti (3)
categorie: politica, referendum, laicismo, aborto, attivismo, odio-logia
giovedì, 12 gennaio 2006

SENZA MOVENTE

 
Cianobatteri, i primi organismi viventi sulla Terra.
 
Durante le recenti ferie qualcuno è intervenuto su un pezzo di qualche tempo fa nel quale erano riportati gli interventi di alcuni scienziati che si dicevano insoddisfatti della teoria neo-darvinista Credo che valga la pena evidenziare le considerazioni fatte nella mia risposta a questo "navigatore", portandole qui in "prima pagina", anche perchè sono frutto della mia passione per la scienza e scaturiscono da un mio coincidente interessamento per gli organismi che stanno all'origine della vita (per motivi, in quel frangente,  non legati a questioni filosofiche e teologiche).

  
Il meccanismo evolutivo dovrebbe spiegare quale vantaggio adattativo ci sia dal passare dalla materia inorganica a quella organica (composti del carbonio) e poi da questa agli organismi viventi. Su chi avrebbero dovuto prevalere queste prime forme di vita ? Non se ne stavano bene come erano prima di organizzarsi ? Con chi dovevano competere e soprattutto perchè mai avrebbero dovuto competere ed evolversi ?

Non c'è sopravvivenza del più adatto che regga; il più adatto a che cosa ?
Capisco il caos creatore, ma perchè il caos finisca per organizzarsi sempre (a ogni passaggio) in direzione della complessità  non è facile da spiegare senza ipotizzare una predisposizione insita nel creato, una legge di natura simile a quelle della fisica e della chimica e ovviamente del tutto compatibile con queste, anzi concordante e convergente verso la realizzazione del processo che tramite gradi successivi di complessità  conduce all'intelligenza e all'autocoscienza di sè e del creato stesso.

Credere che sia tutto dovuto al caso è un po' come credere alla buona sorte, ai colpi di fortuna, alla magia. Decisamente poco scientifico e anche piuttosto ingenuo.
postato da: muggeridge alle ore 10:09 | link | commenti (18)
categorie: scienza, evoluzione
lunedì, 19 dicembre 2005

Tanti saluti al "Sol invictus"

 

Da quando, agli inizi dell’800, nacque la critica razionalista ai Vangeli è stato tutto un susseguirsi di tentativi di dimostrare che i fatti narrati in quei quattro piccoli libri sono il frutto di pura fantasia o dell’elaborazione teologica successiva, il tutto per arrivare alla conclusione che non si possa conoscere affatto il cosiddetto “Gesù storico” e che pertanto il Gesù della Chiesa mancherebbe di fondamento reale, sarebbe insomma una figura di fantasia al quale la teocrazia avrebbe attribuito i pensieri e le opere che più le convenivano per imporre il proprio predominio sulle anime e sui corpi.
 
A questa vera e propria alluvione di testi tutti “scientificissimi”, la fede è comunque sopravvissuta, arrivando sino ai nostri giorni, ossia il tempo necessario per poter assistere anche alla controffensiva al criticismo portata da altrettanto valide e fondate argomentazioni e spesso anche da vere e proprie scoperte.
 
La “reconquista” della storia narrata dei Vangeli è tuttora in corso, ma negli scorsi anni la maggior parte dei credenti ha finito per dare ascolto alle ormai secolari sirene della critica razionalista, se non altro per non venire accusata di nutrire una fede “infantile” se non superstiziosa.
Questo condizionamento mentale non ha permesso a molti semplici credenti di aggiornarsi sugli sviluppi della ricerca storica in questo campo che ha visto nel frattempo sciogliersi come neve al sole molti degli attacchi portati dalla critica in questi anni alla luce di una migliore conoscenza del periodo storico in questione e, a volte, anche di clamorose scoperte.
 
Un caso recente riguarda la data di nascita del Cristo, che per anni secondo tutti,credenti e non, sarebbe stata fissata convenzionalmente al 25 dicembre, data che per tutti i piccoli e grandi “fans” della critica razionalista era “vergognosamente” la stessa della festa pagana del “Sol invictus” il sole che rinasce senza mai morire dopo il solstizio invernale e pertanto sarebbe stato anche l’indizio maggiore per equiparare il “mito” di Gesù e della sua resurrezione a tutti i miti, con relativi riti, più o meno legati al ciclo delle stagioni che usavano celebrare i pagani. Insomma un modo molto convincente per ribadire che, ammesso che Gesù sia esistito, si tratterebbe di un uomo trasformato in un mito, una pura e semplice invenzione, consolatoria e montata ad arte dagli scaltri cristiani per intercettare le preferenze spirituali del paganesimo allora imperante.
 
La coincidenza era tale che nessun credente osava mettere in dubbio che quella del 25 dicembre fosse una data convenzionale. Questo sino a quando degli studiosi israeliani non accertarono che esisteva all’epoca dei fatti una successione delle varie classi sacerdotali per l’esercizio delle funzioni presso il Tempio di Gerusalemme.
Questa successione annuale faceva in modo che le varie classi ricoprissero l’incarico sempre nello stesso periodo dell’anno. Ora si da il caso che, secondo il Vangelo di San Luca, Zaccaria, il padre di Giovanni il Battista, avrebbe appreso che la propria moglie Elisabetta, cugina di Maria di Nazareth, avrebbe concepito un figlio nonostante l’età molto avanzata, mentre prestava questo servizio al Tempio. San Luca ci dice anche che Zaccaria era della classe di Abia, e gli studiosi hanno scoperto che questa classe prestava il servizio al Tempio nella seconda metà di settembre. Sua moglie restò incinta subito dopo, sempre secondo Luca, quindi a ottobre, e proseguendo nel primo capitolo dello stesso Vangelo si apprende che Maria di Nazareth, venne “coperta dallo Spirito santo” ossia concepì Gesù quando, come dice Luca (facendo parlare proprio l’angelo dell’Annuciazione), Elisabetta era al sesto mese di gravidanza, ossia a marzo, proprio come vuole la tradizione della Chiesa che celebra questa ricorrenza il 25 marzo in modo da fare nove mesi giusti col 25 dicembre, ossia col Natale.
 
E’ proprio il caso quindi di dire che anche stavolta i Vangeli hanno sconvolto le nostre certezze di moderni presuntuosi sempre convinti che alcuni bei ragionamenti e deduzioni, possano prevalere sulla realtà dei fatti storici. Viene pertanto a cadere la tesi del Natale come “astuta” data convenzionale a meno che non si voglia vedere in questa coincidenza di date, tra la natività e il Sole invitto, un “complotto” della Provvidenza per il buon successo del cristianesimo. Prima che fosse nota questa scoperta, poco prima, ricordo ancora come qualche “piccolo (ma vecchio:-) fan” della critica razionalista mi avesse augurato per Natale “Buon Sol invictus”, per ricordare i bei tempi in cui il paganesimo regnava incontrastato e quelli come lui non dovevano nemmeno scusarsi per fare, come lui faceva e fa, l’elogio, o meglio l’ apologia dell’egoismo, sottintendendo che solo la scaltrezza dei soliti furbissimi cristiani aveva potuto far coincidere falsamente queste due date per catturare quanti più consensi possibili.
 
Ricordo anche qualcuno lobotomizzato da qualche setta, (a dimostrazione di quanto detto in testata : “Chi non crede in Dio…) che ogni mattina eseguiva per conciliarsi con l’universo un bel “Saluto al Sole” che voleva essere al contempo esoterico e anticristiano. Bene, adesso tocca a me, sbarazzarmi di queste fesserie dando un bel saluto definitivo al Sole invitto, per annunciare che il Signore è veramente nato a Natale (così come a Pasqua è veramente risorto).
 
Buono e Santissimo Natale a tutti.
postato da: muggeridge alle ore 13:15 | link | commenti (5)
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