
Un' opera di Escher
Le origini del relativismo oggi imperante risalgono qui in occidente allo scetticismo libertino e al successivo illuminismo, si pensi a Voltaire che ambienta i suoi romanzi in Oriente ottenendo spesso due risultati: evitare l’attacco diretto alla religione cristiana e far capire come in altri luoghi siano sacre e intoccabili altre credenze, magari del tutto opposte a quelle ritenute sacre in occidente. Da allora tutti gli "uomini di mondo" hanno praticato questa forma di relativismo e ora che questa categoria di persone non è più un gruppetto di privilegiati, ma forse la maggioranza della gente, questo tipo di relativismo è diventato un luogo comune e allo stesso tempo è stato incorporato nel pensiero dominante e politicamente corretto che è appunto un’ideologia fatta di molti luoghi comuni.
Per questa ideologia - dal momento che altrove credono altre cose diverse da quelle che si credono qui - la verità non esiste e comunque nessuno può dire quale essa sia, quindi, in pratica, non c’è ed è vano cercarla. E’ ovvio che a questo punto la verità può essere sostituita con la "comodità", ossia con l’affermare e far valere quello che più ci piace e ci fa comodo a seconda dei momenti e delle situazioni, alla fine sarà la forza o l’astuzia a prevalere nel mondo relativista e l’individualismo sarà il nuovo ultimo credo.
Per avere mano libera su campi sempre più estesi il trionfo dell’individualismo egoistico dovrà prima abbattere tutte le credenze fallaci utilizzando i mezzi più efficaci a questo scopo, mezzi che sono sia dialettici, tipo il culto del dubbio assoluto, che tecnici, quali i vari media e metodi di indottrinamento e lavaggio del cervello mediatico.
Più forte e radicata la credenza più dovrà essere attaccata con veemenza, oppure con costanza e astuzia, anche se in pratica il vero ostacolo per il relativista praticante si riduce al solo cristianesimo, dal momento che egli è quasi sempre e solo un occidentale rispettoso delle fedi non cristiane -alle quali è necessariamente grato-, quanto timoroso delle loro reazioni, non certo altrettanto, per così dire, relativiste.
C’è però un relativismo al quale è allergico il nostro relativista "a una dimensione" e questo è il "relativismo storico", ossia l’inquadramento delle vicende storiche nel loro contesto, per l’appunto, relativo. E’ allergico a questo tipo di relativismo perché i padri illuministi di questo astuto relativismo hanno da subito denigrato gli uomini e i costumi dei secoli precedenti, bollandoli come "oscuri" e hanno pronunciato contro di essi un’inappellabile sentenza di condanna che è stata accolta in gran parte dalle generazioni successive anche grazie all’indottrinamento cui sono state ripetutamente sottoposte. In pratica il moderno relativista, erede di questa tradizione autodefinitasi "illuminata", è relativista solo sinché gli fa comodo, a dimostrazione che non c’è una coerenza e un vero asservimento alla ragione nella sua ideologia, ma semmai un semplice asservimento al proprio ego ipertrofico.
Il moderno relativista è infatti pronto a mostrare comprensione e stima per tutte le culture tranne che per la propria, quella occidentale e cristiana - e già qui cade in contraddizione - ma dove svela la strumentalità della sua ideologia è nel rifiutare sdegnosamente di mettersi nei panni degli uomini (e in particolar modo dei credenti), che hanno vissuto nei secoli passati, le cui azioni sono condannate senza appello da quest’uomo che pensa di essere assiso alla fine della storia e al culmine dell’evoluzione.
Immagino che in futuro il relativista attuale sarà oggetto di studio e penso proprio che i posteri non saranno molto teneri nel giudicarlo e con tutta probabilità ne prenderanno garbatamente in giro le idee e le incoerenze; potrebbe essere proprio questa la giusta ricompensa per questo modo irragionevole di pensare e per l’arroganza unita alla meschinità che caratterizza la nostra epoca qui in occidente.


Alessandro Serenelli l'assassino di Santa Maria Goretti prega davanti all'immagine della Santa


Malcolm Muggeridge
"E’ stata la ferma posizione della Chiesa Cattolica contro la contraccezione e l’aborto che alla fine mi fece decidere di diventare cattolico…La posizione della Chiesa Cattolica è assolutamente corretta. Va a suo eterno onore essersi opposta alla contraccezione, anche se la sua opposizione non ha avuto successo. Io penso che in futuro si dirà che si è trattato di uno tentativo molto coraggioso per evitare un disastro morale".
Malcolm Muggeridge fu il noto giornalista della BBC e scrittore che "scoprì" e fece scoprire al grande pubblico nei tardi anni ’60 Madre Teresa di Calcutta, quando non era ancora cattolico. Quando molto tempo dopo lo divenne, si pensò che a convertirlo fosse stato il contatto privilegiato con la beata suora albanese. Invece lui stesso dichiarò infine che fu la posizione, peraltro solitaria, di Paolo VI con la criticatissima enciclica "Humanae Vitae". Il papa si oppose alla decisione della commissione che a maggioranza aveva già detto sì all’utilizzo dei contraccettivi per la regolazione delle nascite all’interno delle famiglie. L’impopolare posizione del pontefice portò almeno a questa illustre conversione; e a chissà quante altre, meno conosciute.

"E' di per sé evidente che esiste la verità; perché chi nega esistere la verità ammette che esiste una verità; infatti se la verità non esiste sarà vero che la verità non esiste. Ma se vi è qualcosa di vero, bisogna che esista la verità."
(San Tommaso d'Aquino, Summa theologica I, q. 2, a. 1)
In altre parole i vecchi e i nuovi relativisti sono da sempre in contraddizione con se stessi. Ma del resto sappiamo che negano la verità per imporre la loro verità, quindi sono "lupi travestiti da agnelli", non a caso il Signore ci ha messo in guardia contro di essi.


